Sotto la Luna

Luna-Piena-m9wd8drg0v8x7pi3efjrk7nuo7z96u1c4wt9k568to-ma6tfi1q4ur8uxd73ipg1njhubo3iha454kp60nm0cCome i lupi, ululiamo alla Luna.

In mezzo alle vigne appena vendemmiate.

Come i lupi che non arrivano mai all’uva, ma noi ci arriviamo e se è acerba cerchiamo un modo per addolcirla. 

Siamo animali, istintivi. 

E’ buio, i nostri occhi felini si abituano.

Come i lupi, sotto la luna ci trasformiamo, non riusciamo a trattenerci, ci spogliamo dai vestiti troppo stretti. 

Facciamo spazio ai sensi. 

Osserviamo la Luna che si riempie.

Osserviamo la Luna che si svuota.

Ci incantiamo quando è piena. 

Sta per esplodere, noi pronti a raccogliere i frammenti con i cuori.

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Melanzane e lacrime

Il giorno in cui lo feci per la prima volta era un giorno d’estate, un giorno di vacanza, il sole bruciava la pelle e l’aria era frizzantina. Avevo aspettato tanto quel momento. L’attesa era dettata da profumi di pomodoro, visioni di mozzarella filante, melanzane che friggevano e sentivo l’inconfondibile suono che ciò provocava, quasi come se mi stessero parlando sotto voce. Compresi la citazione – “L’attesa del piacere è essa stessa il piacere.”- Il giorno tanto atteso era arrivato, mi emozionavo. Chissà se l’esperienza, descritta da tutti come l’ottava meraviglia del mondo, sarebbe stata all’altezza delle mie aspettative. A., con le sue grandi e robuste mani, che solo lui sapeva adoperare in quel modo, così spontanee, precise e avvolgenti, prese il suo capolavoro del giorno precedente. Sapeva che tutti lo osservavano sempre quando era all’opera, incantati dalle sue gesta. Sapeva che mi innamoravo ogni volta come la prima. Lo rendeva orgoglioso di sé. Tagliò una fetta, deciso e meticoloso, era perfetta. Me la porse con lo sguardo di chi è in attesa di ricevere il suo regalo di compleanno. La struttura si presentava quasi geometricamente perfetta, i colori degli elementi si sposavano l’uno con l’altro, il profumo emanava qualcosa di bello, qualcosa di casa, qualcosa di amore. Non posso descrivere dettagliatamente materia per materia, perché tutti i gusti erano legati, stavano percorrendo il viale delle papille gustative a braccetto e saltellando, plasmarono un gusto nuovo. Tutte le visioni, gli odori, i gusti, le sensazioni e i ricordi, che non pensavo di avere catalogato nel mio cervello, si trasformarono in una e sola unica lacrima.

Appuntamento

I nostri sguardi si incrociavano, mentre cercavo di percepire le sue mille sfumature. Lui mi guardava, io lo guardavo. Il suo colore, la sua densità e l’eleganza con il quale si esprimeva; era in grado di lasciarmi senza fiato. A volte stavo ore ad ascoltare le sue storie. Ogni volta che lo incontravo sembrava la prima. Mai si apriva al mondo, fino a che non era sicuro di essere a proprio agio, completamente rilassato. Il contesto era un classico, costruito da luci soffuse, candele accese e un camino che cercava di riscaldarmi, invano, perché Lui accende un fuoco ardente in me. Riuscivo a sentire il suo profumo. Mi correggo: i suoi mille profumi. Un accenno di rosa accompagnava un bouquet di fiori marini, inaspriti dall’inconfondibile sentore del lampone. Persa dalla visione e dai profumi del suo corpo, mi abbandonai totalmente e lo assaggiai. Un bacio, passionale, avvolgente, mi accarezzò delicato le labbra e mi riempì la bocca. Quei profumi erano concreti e tutti i miei sensi li accoglievano. Mi emozionai, sentivo le guance colorarsi di rosso. Eravamo simili. Prima che me ne resi conto lui scomparve, ma bastò versarmi un altro calice di vino e ancora, mi innamorai.